• Menu
  • Passa alla navigazione primaria
  • Skip to secondary navigation
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

logo concorso uno, nessuno e centomila

Concorso per Studenti

Header Left

Header Left

  • Home
  • Chi Siamo
  • News
  • Concorso “Uno, nessuno e centomila”
    • IL PROGRAMMA 2027
    • Che cos’è?
    • Bando
    • FASE FINALE
    • Come Arrivare
    • Accessibilità
  • Tutte le edizioni
    • Edizione 2026
    • Edizione 2025
    • Edizione 2024
    • Edizione 2023
    • EDIZIONE 2022
    • Edizione 2021
      • News dell’edizione 2021
    • Edizione 2020
      • News dell’edizione 2020
    • Edizione 2019
      • News dell’edizione 2019
      • Video Edizione 2019
    • Edizione 2018
      • News dell’edizione 2018
      • Video Edizione 2018
    • Edizione 2017
      • News dell’edizione 2017
      • Video Edizione 2017
  • Press-Kit
    • Rassegna Stampa
    • Gallery
    • Video Youtube
  • Scheda di Partecipazione
  • Privacy Policy
  • Home
  • Chi Siamo
  • News
  • Concorso “Uno, nessuno e centomila”
    • IL PROGRAMMA 2027
    • Che cos’è?
    • Bando
    • FASE FINALE
    • Come Arrivare
    • Accessibilità
  • Tutte le edizioni
    • Edizione 2026
    • Edizione 2025
    • Edizione 2024
    • Edizione 2023
    • EDIZIONE 2022
    • Edizione 2021
      • News dell’edizione 2021
    • Edizione 2020
      • News dell’edizione 2020
    • Edizione 2019
      • News dell’edizione 2019
      • Video Edizione 2019
    • Edizione 2018
      • News dell’edizione 2018
      • Video Edizione 2018
    • Edizione 2017
      • News dell’edizione 2017
      • Video Edizione 2017
  • Press-Kit
    • Rassegna Stampa
    • Gallery
    • Video Youtube
  • Scheda di Partecipazione

Paura, disagi, inquietudini di ieri e di oggi

La paura è un sentimento universale, capace di attraversare i secoli e assumere forme diverse a seconda del contesto e della persona che la vive.

In “Paura: dall’eco di ieri al grido di oggi”, gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Alfonso Maria de’ Liguori” di Sant’Agata De’ Goti, hanno reinterpretato la novella pirandelliana La Paura, trasformandola in un’indagine profonda sulle emozioni umane, con un ponte diretto tra il passato e il presente.

Guidati dalle docenti Mariarita Carrubba e Orsola Esposito, i 13 studenti delle classi V sez. A SIA, V sez. C TUR, e V sez. B IT hanno dato nuova voce al protagonista, Andrea, rendendolo simbolo delle incertezze che ancora oggi affliggono gli individui: dal timore di essere giudicati all’angoscia del fallimento, fino alla paura di affrontare se stessi.

Lo spettacolo è così diventato un mosaico di emozioni, capace di restituire la complessità del sentimento della paura e della sua evoluzione nel tempo.

Abbiamo parlato di questo intenso progetto con le docenti Mariarita Carrubba e Orsola Esposito.

Cosa vi ha spinto a scegliere La Paura come base per il vostro cortometraggio?

Abbiamo scelto La Paura di Luigi Pirandello perché il tema della fragilità dei giovani è oggi al centro del dibattito sociale, e anche la scuola è chiamata a confrontarsi con questa realtà. L’insicurezza interiore dei ragazzi non sempre deriva da minacce concrete, ma può nascere da paure irrazionali e incontrollabili che rendono vulnerabili di fronte a situazioni sconosciute o minacciose, compromettendo la lucidità.

Attraverso questo lavoro, abbiamo compreso quanto le emozioni influenzino il nostro comportamento e la percezione della realtà. Il racconto affronta un tema universale e senza tempo: il timore dell’ignoto, del giudizio, del tradimento.

La profondità psicologica del protagonista, Andrea, ci ha permesso di esplorare le molteplici sfaccettature della paura e di metterle in relazione con le ansie e le incertezze vissute dai giovani di oggi, spesso sospesi tra ciò che appare e ciò che è, in un gioco di percezioni distorte che può condurre all’isolamento e alla solitudine. Ci ha colpito la capacità della novella di raccontare le emozioni umane in modo autentico e intenso, offrendo uno spunto di riflessione sulla fragilità della mente di fronte alle incertezze della vita. Volevamo esplorare come la paura possa trasformarsi in un’esperienza comune a tutte le generazioni, e il testo di Pirandello si è rivelato un potente strumento per raccontare questa evoluzione psicologica e sociale.

Nel vostro lavoro avete messo in parallelo le paure di Andrea e quelle dei giovani di oggi. Quali sono state le riflessioni più significative emerse durante il percorso?

Durante il percorso, è emerso quanto le paure di Andrea siano simili a quelle vissute oggi dai giovani, sebbene cambino le circostanze. Il timore di non essere capiti, di non essere all’altezza delle aspettative, di essere traditi o di rimanere soli sono emozioni che attraversano il tempo e le generazioni. Il confronto tra il passato e il presente ha evidenziato come la paura sia una costante nella vita umana, ma anche come possa essere affrontata e trasformata.

In che modo il teatro è stato uno strumento utile per esplorare e affrontare il tema della paura?

Il teatro ha rappresentato uno spazio sicuro in cui esplorare le emozioni senza giudizio. Attraverso l’interpretazione, gli studenti hanno potuto dare voce alle proprie insicurezze e sperimentare il potere della condivisione. La recitazione ha permesso loro di immedesimarsi nei personaggi, comprendere meglio sé stessi e gli altri, e trasformare la paura in espressione artistica.

La paura, nel vostro cortometraggio, è vista più come un ostacolo o come un’opportunità di crescita?

La paura viene rappresentata come una presenza costante, ma non solo come un ostacolo. Il percorso di Andrea e dei giovani protagonisti mostra come la paura possa trasformarsi in uno strumento di crescita personale. Inizialmente vissuta come un freno, un limite che blocca le azioni e i pensieri, la paura diventa progressivamente un’opportunità di introspezione e di superamento delle proprie insicurezze. Il teatro stesso ha reso possibile questa trasformazione, permettendo agli attori di affrontare e mettere in scena le proprie paure, rendendole più comprensibili e meno minacciose.

Il messaggio che emerge è che la paura non deve essere negata o repressa, ma ascoltata e affrontata con coraggio, perché solo così può diventare un motore per la crescita personale.

Ci sono stati momenti particolarmente toccanti o inaspettati durante la lavorazione dello spettacolo?

Sì, ci sono stati momenti di grande intensità, soprattutto quando gli studenti hanno condiviso esperienze personali legate alle loro paure. Li abbiamo visti abbracciarsi, guardarsi negli occhi, creando un’atmosfera di profonda empatia.

Alcune scene, specialmente quelle provate in penombra, hanno generato un silenzio sospeso, in cui le battute degli attori, cariche di emozioni intime, venivano spezzate dal pianto.

Attraverso quei monologhi, hanno dato voce a verità custodite nel cuore, senza mai provare vergogna nel mostrare e raccontare le proprie fragilità.

Questo è stato uno dei traguardi più significativi del nostro percorso: vedere i ragazzi non reprimere le emozioni, ma viverle e condividerle. Inizialmente interpretate con distacco, le loro parole si sono trasformate in autentiche espressioni di vissuti profondi, creando un forte senso di connessione e comprensione reciproca.

Secondo voi, che cosa hanno imparato gli studenti da questa esperienza e come pensate che possa influenzarli nel loro percorso di crescita?

Gli studenti hanno imparato a dare voce alle proprie emozioni, scoprendo che la paura non è un nemico, ma una parte naturale della vita.

Attraverso il teatro, hanno sviluppato maggiore sicurezza in sé stessi, superando la timidezza, migliorando l’autostima e affinando la capacità di esprimersi.

Hanno compreso l’importanza di riconoscere e gestire le proprie emozioni, così come quelle degli altri, sperimentando l’arte dell’empatia, il rispetto e il lavoro di squadra.

La realizzazione di questo progetto ha richiesto collaborazione, ascolto, disciplina e responsabilità, rafforzando il loro senso di appartenenza. È stata un’esperienza formativa straordinaria per la costruzione della loro identità, offrendo strumenti preziosi per affrontare le sfide quotidiane con maggiore consapevolezza e coraggio.

Oggi ci sentiamo arricchiti e orgogliosi di aver portato a termine questo percorso, reso possibile anche grazie al supporto tecnico dei nostri colleghi e alla nostra Dirigente Maria Rosaria Icolaro, a cui va un sincero ringraziamento per aver creduto in noi e sostenuto un progetto che ci ha fatto crescere, sia artisticamente che personalmente.

Se doveste descrivere il messaggio principale del vostro lavoro in una frase, quale sarebbe?
“La paura non è un limite, ma una compagna di viaggio: affrontandola, possiamo trasformarla in forza e consapevolezza interiore.”

Condividi:

  • Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)
Post precedente: « Pirandello e il nostro tempo: verità e inganno
Post successivo: Sogno di Natale: Pirandello incontra Gesù »

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Barra laterale primaria

Il Teatro Luigi Pirandello Scopri di più!

logo teatro pirandello di agrigento

Articoli recenti

  • Il bando del Concorso Teatrale apre alle Università
  • Il design incontra Pirandello
  • Dalla Nigeria una rilettura contemporanea di Pirandello
  • Il viaggio di Perazzetti alla ricerca dell’io autentico
  • Pirandello e il giallo della verità

Commenti recenti

  • Arianna Cangelosi su “Scarpe strette” tra lucidità e ironia
  • Ciaula | Laszlo Alexandru su Ciaula
  • sofia su Agrigento: “In Pirandello vi è l’uomo di tutti i tempi”
  • Carlo Castiglione su Diego Romeo
  • Redazione su Non mi sento la lingua

Footer

Contatti

Indirizzo
Via Mazzini, 205 - 92100 Agrigento (AG)

Telefono
+39 331 463 9046

Email
segreteria@concorsounonessunoecentomila.it

Copyright

I contenuti presenti sul sito concorsounonessunoecentomila.it, dei quali l’Associazione Uno Nessuno e Centomila è autore, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all’autore stesso. È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.

Seguici sui Social:

  • Facebook
  • Instagram
  • Privacy Policy

Copyright © 2026 Concorso Internazionale Uno Nessuno e Centomila · All Rights Reserved · Webmaster: Ing. Flavio Albano

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.