La comunicazione è fatta di parole, ma anche di silenzi, gesti e movimenti. Il cortometraggio “Risposta” , realizzato dagli studenti della Scuola Italiana Pietro della Valle di Teheran , esplora questa dinamica attraverso una rilettura originale della novella di Luigi Pirandello Risposta .
Guidati dalla loro preside, la professoressa Loredana Di Leone , gli otto studenti del primo liceo scientifico hanno lavorato su un progetto che combina lettura e mimo, trasformando le parole di Pirandello in azioni sceniche capaci di dare nuova vita alla narrazione. Il video realizzato non è solo una reinterpretazione, ma un esperimento teatrale che mette in risalto la forza espressiva del linguaggio corporeo, elemento centrale nell’opera del grande drammaturgo siciliano.

Abbiamo parlato di questa esperienza con la prof.ssa Loredana Di Leone, la quale ha preferito che a rispondere alle nostre domande fossero proprio i suoi studenti: Ani Shabanyan (Armenia), Carmen Anna Di Lauro (Italia), Diego Alejandro Fuentes Escobar (Cuba), Elian Alejandro Cortes Martinez(Messico), Emiliano Guillermo Puente Sanchez(Messico), Fatima Bahir (Iraq), Kavyan Ghaniloo(Iran), Zhaniya Bakytkyzy (Kazakistan) .
Che cosa vi ha spinto a scegliere Risposta come testo di riferimento per il vostro video?

Abbiamo scelto la novella “Risposta”,dopo aver letto, divisi in gruppi, molte novelle,perché ci sembrava più vicina al concetto pirandelliano di multiformità e,cosa anche importante, permetteva di avere molti personaggi.
Il vostro lavoro combina la lettura con il mimo. Qual è stato il valore aggiunto di questa scelta artistica?
Il mimo ha aggiunto valore e comprensione rispetto all’oralità,permettendo di dare maggiore spessore ai personaggi.
Pirandello ha sempre dato grande importanza al non detto e al linguaggio del corpo. Come avete lavorato per rendere visibile questo aspetto?
Abbiamo cercato di far corrispondere il nostro aspetto,alle emozioni ed ai sentimenti dei personaggi.

Quali sono le sfide principali nell’adattare la novella in una forma visiva e non solo narrativa?
La principale sfida è stata quella di ambientare in una classe e nella palestra un racconto che si svolgeva anche al mare. Essendo una delle nostre poche opportunità, abbiamo cercato di renderla più plausibile.
Come avete vissuto gli studenti questa esperienza? Quali sono state le loro impressioni sul mimo come strumento di interpretazione teatrale?
Abbiamo vissuto questa esperienza – dice Diego – per metterci alla prova e comprendere le nostre abilità.
Ho apprezzato – aggiunge Ani – l’opportunità di stare più insieme e non trattare argomenti scolastci.

La creatività – afferma Emiliano – è uscita fuori da questi incontri. E – conclude Carmen – nonostante tutte le difficoltà ci siamo divertiti molto.
C’è stato un momento particolarmente significativo o emozionante durante la realizzazione del video?
Il momento più difficile, per noi, ed anche più significativo è stato quello nel quale abbiamo registrato l’audio, con mille interruzioni per gli sbagli e le risate.
Pirandello gioca spesso con il concetto di verità e interpretazione. Il vostro corto riflette questo tema?
Abbiamo interpretato i concetti di Pirandello su verità ed interpretazione,mettendo in scena le ambiguità dei personaggi delle novelle.
Qual è il messaggio principale che sperate di trasmettere?
Vogliamo far capire che ognuno ha tante emozioni e tante maniere di relazionarsi e vivere i sentimenti.
Dopo questa esperienza, professoressa Leone, gli studenti pensano di continuare ad esplorare il teatro e il mimo?
Alcuni alunni sperano di continuare, qualora si proponessero nuove occasioni


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