Pirandello e la fede. La venerazione per Cristo, da una parte, e l’avversione per l’ipocrisia della Chiesa, dall’altro. E, infine, il desiderio, inattuato, di indagare di più sulla vita di Gesù con chi fosse in grado e all’altezza di condurre il suo genio creativo su strade fino ad allora inesplorate. Pirandello nel rapporto col divino continua ad affermare una verità che è uguale alla sua negazione, perché nessuno, invero, è disposto a rinunciare alla propria identità anagrafica e alla propria identità sociale. Neanche se a chiederlo il giorno di Natale è proprio Gesù, ovvero la propria fede.

In “Sogno di Natale”, tratto dall’omonima novella, l’IISS Enrico Fermi di Aragona presenta questo Pirandello insolito o meno noto, a tratti poetico, che si approccia al Divino.
Il protagonista, infatti, si divide tra la letture delle parti “poetiche” della novella e l’interpretazione, passando per il racconto affabulatorio, di chi in sogno incontra Gesù e si sottrae alla sua richiesta ovvero essere l’anima in cui rivivere.
“Sogno di Natale” è breve ma intensa poesia, amara e cruda realtà. Natale è la vita che chiama, paura di perdere perfino una realtà effimera, che diventa irrinunciabile.
A rispondere alle nostre domande e chiarire il percorso compiuto dalla classe sono la professoressa Maria Portella e il professor Vincenzo Caci, referenti del progetto.

Come è avvenuta la scelta di una novella così complessa?
Ci ha affascinato la dimensione del sogno – dice il professore Vincenzo Caci – e l’inizio decisamente poetico della novella, ci ha incuriosito molto l’avvicinamento di Pirandello al mistero, al divino, attraverso il percorso onirico. Sicuramente un Pirandello insolito e accattivante. Questo ha contribuito molto, per cui i nostri alunni hanno scelto “la strada meno battuta” per dirla con un famosissimo verso di Robert Frost.
Quanto della nostra attualità i vostri studenti hanno ritenuto che ci fosse in questa novella?
Sicuramente il bisogno di speranza – afferma la professoressa Maria Portella – in un momento storico in cui, avvertono, soprattutto i giovani, il bisogno di aggrapparsi a delle certezze.
In che modo pensate di rendere poetica la rappresentazione al Teatro Pirandello?
Partiremo con un motivo musicale tipicamente natalizio – sottolinea il professore Vincenzo Caci -alternando reading e messa in scena. L’attore principale si dividerà tra la lettura delle parti “poetiche” della novella e l’interpretazione, passando per un racconto coinvolgente. Lasceremo le parti poetiche dell’inizio al fascino del “verso”, in questo caso alla liricità della prosa, alla musicalità della parola, alla bravura del nostro primo attore.

La poesia è ancora capace di trasmettere sentimenti e smuovere le coscienze? Oppure pensare che sia fuori dal tempo?
La poesia è ancora capace di trasmettere sentimenti – dice la professoressa Maria Portella – tramite canzoni, anche i generi più innovativi come la trap contengono dei messaggi veritieri di sofferenza, malessere e libertà, bisogno di felicità e amore, anche se il linguaggio tradizionale è stato sostituito da messaggi a volte duri e poco comprensibili.
Le musiche, ispirate al Natale, utilizzate nella messa in scena sono state composte ed eseguite da un alunno della classe.

Sì – conferma il professore Caci –, da Angelo Vaccarello, che frequenta il terzo anno del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Caltanissetta e propone una fantasia su temi natalizi per piccola orchestra. Una elaborazione di brani noti che andranno a sottolineare i vari momenti del corto teatrale.
Ecco l’elenco partecipanti con relativi ruoli nella rappresentazione o nella drammatizzazione
Alessandro Lombardo (Il Sognatore), Angelo Vaccarello (Gesù), Andrea Parrino (Passante), Giorgia Sciortino (Una donna), Calogero Palumbo (Passante), Alessandro Caramazza (Passante).



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