Luigi Pirandello continua a ispirare nuove generazioni di studenti in tutto il mondo, offrendo spunti di riflessione sulla natura umana, sull’identità e sul senso di appartenenza.
Gli studenti della Scuola Paritaria Enrico Mattei di Pointe-Noire, Repubblica del Congo , hanno dato vita a due diversi progetti teatrali, entrambi tratti da Uno, Nessuno e Centomila , lavorando su temi di grande attualità e profondità.
Il primo lavoro, “Nel buio, al sorgere”, è nato in un contesto complesso: la classe ha dovuto affrontare la difficoltà di includere un nuovo compagno che non parlava la loro lingua, e successivamente ha vissuto l’impatto emotivo della notizia del conflitto in Libano, che ha toccato da vicino alcuni studenti con origini libanesi. Da queste esperienze è nata la volontà di scrivere una drammaturgia che esplorasse il senso di spazio e ricerca di comprensione in un mondo frammentato. Il lavoro contiene una forte denuncia dell’assurdità della violenza che semina morte e distruzione.

Il secondo lavoro, “L’eco del silenzio, il destino di Arthemis” , si concentra invece sulla psicologia del personaggio pirandelliano, rielaborando il tema dell’insoddisfazione umana attraverso la figura di una donna forte e simbolo di lotta contro il destino.

Gli studenti coinvolti, del 1° e 2° Liceo scientifico – Scienze Applicate, sotto la guida della prof.ssa Sara Scriccia , hanno saputo trasformare la lettura di Pirandello in un percorso di crescita e consapevolezza. Tuttavia, come previsto dal regolamento del concorso, solo uno di questi lavori potrà essere ammesso alla competizione.
Abbiamo parlato dei due impegnativi progetti con la prof.ssa Sara Scriccia .

Come è nata l’idea di sviluppare due progetti teatrali partendo da Uno, Nessuno e Centomila ?
I due progetti nascono entrambi da Uno Nessuno e Centomila perché i ragazzi non conoscevano Pirandello. Ho dovuto spiegare e mettere in risalto la crisi d’identità dei personaggi e questa opera mi sembrava quella più facile da spiegare, facendo loro anche degli esempi concreti.
Successivamente alcuni di loro hanno letto il testo e lo hanno poi spiegato ai compagni dando anche le proprie impressioni.
Quali difficoltà hanno affrontato nel processo creativo, sia dal punto di vista linguistico che emotivo?
Il processo creativo è stato quello più difficoltoso soprattutto per la prima liceo, non riuscivano a mettersi d’accordo sul soggetto. Le discussioni in classe sono state molte.
La seconda è una classe piccola e molto unita. Nel momento in cui si è diffusa la notizia dello scoppio della guerra, non hanno avuto nessuna esitazione nel mettersi a scrivere. Scrivere in una lingua che non è la loro ha comportato difficoltà in particolare ai più giovani, in quanto molti di loro frequentano la nostra scuola da solo un anno. Nonostante questo non mi hanno mai chiesto nessun aiuto perchè volevano farcela da soli.
Entrambe le classi sono state stimolate dalla sfida, una contro l’altra.

“Nel buio, al sorgere” nasce da un’esperienza diretta. In che modo la realtà ha influenzato la scrittura e la messa in scena?
“Le ragazze sono molto attente e sanno che in molti paesi la donna è ancora considerata un oggetto e spesso subisce abusi. Poi si è aggiunto il conflitto bellico in Libano che ha dato un motivo in più per continuare a scrivere.
La classe seconda si è sempre vista all’interno del pezzo, la vivevano; in classe facevano le prove per capire come scrivere. Hanno vissuto la guerra e, le due ragazze libanesi, ogni giorno portavano la tristezza e le notizie che giungevano a loro quotidianamente. Parlavano con i loro gesti e le emozioni, il loro cuore voleva trasmettere i loro sentimenti.

“L’eco del silenzio, il destino di Arthemis” ha invece una protagonista ispirata a Giovanna d’Arco. Perché avete scelto questa figura storica?
“L’Eco del silenzio” è nato per caso, volevano ambientare la storia nel passato e volevano una donna come protagonista. Giovanna d’Arco ha messo tutti d’accordo.
Prima di iniziare a scrivere la storia hanno voluto trovare dei nomi adatti, loro hanno iniziato in maniera non propriamente classica. Secondo i ragazzi iniziare dalla scelta dei nomi li avrebbe portati a scrivere una storia originale.
Dopo questa esperienza, avete in mente di continuare a lavorare su progetti teatrali che affrontano temi di attualità e letteratura?
Come insegnante sono sicuramente intenzionata a continuare a portare la letteratura italiana in giro per il mondo. Alcuni di loro stanno già pensando al prossimo anno, altri vorrebbero evitare.
La scuola di Pointe-Noire è la prima volta che partecipa a un concorso di così grande importanza internazionale e deve far conoscere le potenzialità al resto del mondo


Le verità del professor Paracielo