Si sono fatti fatti ispirare dalla novella Tu ridi, i sentimenti e le emozioni dell’immortale Signor Anselmo, raccontati da Pirandello, per mostrare un capovolgimento di punti di vista e addentrarsi per i meandri delle maschere pirandelliane. Parte da qui il progetto Adesso rido io presentato al concorso Uno, nessuno e centomila, dal Liceo Politi di Agrigento.
Questo lavoro di gruppo appassionante che ha coinvolto nella sua stesura cinque alunni: Miriam Cipolla, Martina Cimino, Francesco Di Mino, Stefano Lombardo e Flavio Sanfilippo, è stato condotto dalla professoressa Valentina Mattaliano.
L’abbiamo incontrata per farci raccontare i dettagli di questa esperienza e scoprire che ad Agrigento si avverte un senso di “eredità letteraria”.

Leggere Pirandello nel 2024, cosa significa?
Leggere Pirandello è un viaggio nel labirinto dell’esistenza: ci si imbatte in punti ciechi, per poi trovare la via d’uscita, anche se con un costo altissimo: follia , fuga, diventare nessuno vivendo in solitudine, risata notturna come quella del Signor Anselmo che ha ispirato il nostro lavoro. In Pirandello vi è l’uomo di tutti i tempi, anche quello del 2024. Non a caso la sceneggiatura, che abbiamo presentato, propone riferimenti a problematiche odierne, con la finalità di dimostrare l’attualità del pensiero di Pirandello.
Cosa ha colpito di più i ragazzi e le ragazze quando hanno approfondito lo studio delle tematiche?
In genere gli alunni vengono colpiti dalla possibilità di potere, puntualmente, adattare alla società odierna i personaggi e le tematiche narrate da Pirandello. Nel lavoro in concorso, Adesso rido io, i cinque alunni della 4^ A ind. Sc., hanno affrontato il tema dell’affermazione della donna nei settori lavorativi tradizionalmente dominati dagli uomini, la frustrazione di alcuni uomini nel dovere affrontare una maggiore condivisione dei compiti domestici, i cambiamenti nelle dinamiche familiari e le reazioni degli uomini di fronte al nuovo assetto.
In che modo avete collaborato allo sviluppo del lavoro con cui state partecipando?
Gli alunni della classe IV A, ind. Scientifico , si sono inizialmente cimentati nella stesura di un racconto, nell’ambito di un’attività laboratoriale di scrittura creativa, ispirato alla novella di Pirandello Tu ridi, pubblicata nel 1912 sul Corriere della Sera e successivamente, nel 1924, nel volume Tutt’e tre delle Novelle per un anno. In seguito, in previsione della partecipazione al concorso, ho proposto loro la trasposizione teatrale del racconto. Gli alunni hanno accolto con entusiasmo la proposta, elaborando la sceneggiatura in concorso, dal titolo Adesso rido io.
Secondo voi, qual è l’arricchimento principale che riesce a donare la letteratura di Pirandello?
Uno degli arricchimenti principali che la letteratura di Pirandello offre è lo stimolo alla riflessione su stessi e il conseguente approccio ad un metodo di indagine della condizione umana e delle dinamiche complesse dei rapporti interpersonali. Tale riflessione spinge il lettore ad andare oltre le apparenze, rintracciando nella sofferenza dei personaggi, talvolta grotteschi, la propria e il dolore di chi ci sta accanto.
Cosa significa lavorare nello stesso territorio che ha dato i natali a Pirandello?
È motivo di grande orgoglio e soddisfazione vivere e operare nel territorio che ha dato i natali a Pirandello; se entriamo in profonda connessione con l’ambiente in cui viviamo, ad esempio durante una passeggiata nel centro della città o in contrada Caos, immaginiamo di vederlo lungo la viuzza stretta che da lui prende il nome o nei pressi della “casa romita”, dove trascorse l’infanzia e l’adolescenza. Significa avvertire un senso di eredità letteraria e una responsabilità nel preservare e, perché no, arricchire il patrimonio culturale della nostra città. Agrigento, Capitale della cultura 2025, merita ciò da parte di tutti noi.


Dal liceo classico G. Veronese di Chioggia: la lingua del cuore di Pirandello
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