Sono due i lavori presentati dall’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII – Scuola Secondaria di 1° Grado di Sava (Taranto). Si tratta di rivisitazioni di novelle note, che puntano l’attenzione su nuovi punti di vista, la prova che anima il nostro concorso Uno, nessuno e centomila, ovvero che il lavoro di Pirandello si presta a continue commistioni e rinascite.
Per la 3^ E che , concorre con il video Skill Cards, tratto dalla novella La patente, gli alunni coinvolti sono sedici Nicolò Pichierri (nel ruolo del Giudice D’Andrea), Lorenzo Pichierri (nel ruolo di Rosario Chiarchiaro), Alessia D’oria, Cesare Dragone, Tommaso Mancino, Marco A. Mascia, Antony Massafra, Teresa Mele, Edoardo M. Mezzolla, Cristof C. Muraro, Ginevra Mustacchia, Sharon Mustacchia, Matteo Papadopoli, Samuele Pichierri, Elena Prò, Christian Soloperto. I referenti del progetto sono il professor Roberto Bascià e la professoressa Barbara Distratis.

Per la 2^ F i ragazzi e le ragazze coinvolti sono diciassette Flavio Amendola, Samuele Buccoliero, Alice Caforio, Emma Caforio, Valeria Calò, Giuseppe Cantando,
Alessio Cigliola, Ahlam Dari, Gianluca Decataldo, Enrico Demaglie, Lorenzo Desantis, Christian Martino, Martina Mele, Gianmarco Mezzolla, Alice Pizzolo, Francesco Rossetti, Marisol Stani.
Il lavoro s’intitola Le due verità, e prende le mosse dalla novella La signora Frola e il signor Ponza, suo genero.
Abbiamo chiesto al professore Roberto Bascià, che ha curato anche questo progetto con la professoressa Lea Perrucci, di raccontarci l’impatto che ha avuto questo tipo di ricerca sugli alunni.

La 2^ F i ragazzi e le ragazze coinvolti nel progetto Le due verità
Leggere Pirandello nel 2024, cosa significa?
La lettura di una sensibilità attenta, di un osservatore oggettivo e appassionato come Luigi Pirandello è sempre attuale. Il suo composto e certosino spirito di partecipazione alla società suggerisce solo un modus, declinabile e attualizzabile in ogni tempo. Potremmo perfino dire che è addirittura avanti e che lo capiremo appieno (forse) negli anni a venire.
Cosa ha colpito di più i ragazzi e le ragazze quando hanno approfondito lo studio delle tematiche?
La proposta di Pirandello, nella sua poliedrica produzione, dovrebbe essere una tappa imprescindibile nel percorso scolastico, inteso come opportunità e come strumento per conoscere se stessi. In entrambi i video da noi proposti, le Alunne e gli Alunni coinvolti non hanno potuto fare a meno di identificarsi, anche solo per un momento, in un personaggio o in un episodio proposto. Segno di come l’opera pirandelliana sia sempre attuale e coerentemente introspettiva.
In che modo avete collaborato allo sviluppo del lavoro con cui state partecipando?
Un “attore” si dice “capace” se ben comprende le diverse sfaccettature del personaggio, del contesto e del senso della riproposizione scenica. Chi è impegnato in un video deve avere, di tutto ciò, una consapevolezza maggiore; la registrazione della telecamera non garantisce infatti quel “continuum” scenico e dialogante che aiuta anche mnemonicamente l’attore a calarsi nel personaggio. Abbiamo quindi puntato molto nel guidare ogni alunno a comprendere il senso dei personaggi e a chiedersi, una volta sul set, come avrebbe gestito personalmente una determinata situazione.
Secondo voi, qual è l’arricchimento principale che riesce a donare la letteratura di Pirandello?
L’essere umano è animale sociale e come tale coltiva, esplica ed esprime questa sua “socialità”. Attingere oggi da Pirandello significa avere un’arma in più, una lente in più attraverso cui guardare la società.
Cosa vi aspettate da questo viaggio ad Agrigento nella terra che ha dato i natali a Pirandello?
Continuare nel solco del contributo pirandelliano. Se le sue opere contribuiscono a formare il senso critico del lettore, questa esperienza rimarrà un segno indelebile nei ricordi dei nostri Alunni ( e non solo…), ancor più impressa soprattutto per chi, come noi, arriva dai piccoli paesi di provincia dove mancano forse quelle stesse opportunità che si trovano nelle grandi città; non mancano però gli stimoli, la passione, che sono sempre “carta bianca”, su cui scrivere a caratteri cubitali, di essere stati ad Agrigento per il Concorso Internazionale “Uno, Nessuno, Centomila”.


I ragazzi di Modugno raccontano “La fede non fede”