Gli studenti della Italian International School “Enrico Mattei” di Lagos raccontano “La patente”.
Il progetto coinvolge quattro studenti della classe prima e seconda del Liceo Linguistico Sperimentale: Jolie Beccarelli, Davide Camatel, Chiara Agnese Contadini e Clelia Maria Hawxby.
Il lavoro nasce da una riflessione sull’identità linguistica e culturale della classe . La drammaturgia propone infatti una rilettura contemporanea della novella pirandelliana, arricchita da elementi culturali e linguistici che appartengono sia al patrimonio Yoruba, una delle principali tradizioni culturali dell’Africa occidentale, sia al mondo anglofono in cui gli studenti vivono e studiano.
Gli studenti, con la guida della Dottoressa Silvia Marianna Bollone, Dirigente Scolastico presso il Consolato Generale d’Italia a Lagos, e il coordinamento della professoressa Manuela Normale Busillo, Coordinatrice Didattica dell’Italian International School Enrico Mattei, sono diventati i veri architetti di un ponte culturale tra Italia e Nigeria: lasciamo che siano loro a raccontarci come hanno vissuto l’incontro tra la scrittura di Pirandello e le tradizioni della loro terra.

– Perché avete scelto proprio la novella “La Patente”?
“Abbiamo scelto la patente per la sua originalità di mostrare la comicità attraverso una persona che porta sfortuna. Mettendoci nei panni di Rosario Chiárchiaro abbiamo capito che oltre ad essere comica per gli altri, per lui la situazione é tragica, quindi dopo un iniziale comicità subentra una sensazione di compassione.”
– Come avete lavorato alla scrittura della novella?
“Con la nostra professoressa di italiano abbiamo scritto la novella sul computer. Per alcuni giorni, noi quattro, abbiamo lavorato ispirandoci alla novella della Patente di Pirandello, alla nostra scuola, chiedendo ai nostri insegnanti locali, e a delle leggende nigeriane legate alla magia Juju.”
– Qual è stata la parte più interessante del progetto?
“Per noi, la parte più interessante è stata quando abbiamo potuto condividere le nostre idee e lavorare insieme. Mettendo insieme le nostre idee in modo che il progetto non fosse unilaterale e tutte le nostre proposte potessero essere messe insieme a formare un’unica opera.”
– Cosa vi ha colpito di più del mondo di Pirandello?
“Del mondo di Luigi Pirandello, ci hanno colpito di più la complessità e gli intrighi dei suoi pensieri più contorti e soprattutto narcisi. Luigi Pirandello è stato uno degli scrittori più fantomatici della storia, autore delle opere più famose italiane, era complesso ma fantasticamente ironico. Luigi Pirandello è, insomma, sempre stato se stesso.”
– Che cosa sperate arrivi attraverso il vostro lavoro?
“Vorremmo che attraverso il nostro lavoro possano arrivare delle curiosità sulla cultura del Juju nigeriano in tutto il mondo e diffondere la consapevolezza che non si tratti soltanto di una brutta magia, ma anche di una cultura non compresa fino affondo. Ma solo giudicata in malo modo da persone che non l’hanno vissuta.”


Il viaggio di Perazzetti alla ricerca dell’io autentico