Un lavoro corale, l’elaborato con cui concorre l’I.C. Barnaba Bosco di Ostuni, condiviso anche con un’altra scuola, il liceo artistico Manzù di Bergamo, un vero e proprio laboratorio di scambio, in cui sono fiorite esperienza e creatività.
Le due realtà, tenendo presenti i vincoli concorsuali, hanno presentato la propria candidatura in sezioni separate, con due prodotti differenti: il testo teatrale per il liceo e una rappresentazione video per la scuola secondaria di I grado, entrambi ispirati alla novella Le sorprese della scienza.
Gli alunni interpreti sono ragazzi e ragazze delle classi I G, II B, II I guidati dai docenti: Dorotea Longo, Rosa Iaia, Angela Nobile, Teresa Manelli, Vincenzo Bracciale.
Abbiamo chiesto alla professoressa Dorotea Longo di raccontarci meglio le dinamiche di questa collaborazione.

Leggere Pirandello nel 2024, cosa significa?
Leggere Pirandello nel 2024 ha la stessa valenza in qualsiasi epoca, presente, passata o futura, perché il suo messaggio è universale.
Cosa ha colpito di più i ragazzi e le ragazze quando hanno approfondito lo studio delle tematiche?
I ragazzi si sono rispecchiati nei personaggi Pirandelliani e hanno preso consapevolezza del fatto che anche loro sono soliti indossare una maschera a seconda delle persone e delle situazioni in cui si trovano ad agire.
In che modo avete collaborato allo sviluppo del lavoro con cui state partecipando?
Abbiamo chiesto di poter apportare una variazione al progetto Uno, nessuno e centomila e ci è stata concessa l’opportunità di poter collaborare con il liceo artistico “Manzú” di Bergamo. In sintesi abbiamo drammatizzato la novella già rivista in chiave moderna dagli studenti del liceo artistico, riducendone il testo ai 4 minuti prestabiliti, pur mantenendo vivo il messaggio di Pirandello
Secondo voi qual è l’arricchimento principale che riesce a donare la letteratura di Pirandello?
Pirandello è in anticipo sui tempi. I problemi sociali che affronta sono quelli che ci circondano. La soluzione di cui parla è quella dell’uomo moderno che non vuole omologarsi e, per tanto, viene emarginato ed etichettato come folle. Eppure, è il solo in grado dare voce al suo vero IO.
Cosa vi aspettate da questo viaggio ad Agrigento che ha dato i natali a Pirandello?
Sulla scia di quanto ci è stato raccontato da coloro che hanno partecipato alle scorse edizioni, siamo certi che troveremo un organizzazione perfetta che ci permetta di socializzare con ragazzi di altre culture e di “assaporare” Pirandello e la sua terra.


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