Sono ventidue gli allievi e le allieve del Liceo classico e musicale Empedocle di Agrigento coinvolti nel progetto L’uomo che non fumava la pipa. I ragazzi della II A hanno dato vita a un corto teatrale liberamente ispirato alla novella di Luigi Pirandello Il treno ha fischiato presentato al concorso Uno, nessuno e centomila. Il protagonista è un uomo che improvvisamente prende consapevolezza della propria inettitudine esistenziale, non sa fare molte cose, non affronta molti nodi: è anche incapace di fumare la pipa. Per cambiare routine decide di andare alla stazione per prendere il treno, lo considera un modo per conoscere una realtà diversa, vedere gente e uscire dal suo grigiore quotidiano. Nonostante il desiderio di evasione, ritorna l’incapacità di agire che gli impedisce perfino di salire sul treno ma, in lui, qualcosa scatta. Riuscirà a confrontarsi con la gente? Il corto trova una conclusione carica di opportunità che non vi anticipiamo.
Lavorare al testo ha migliorato le sinergie fra gli alunni e stimolato l’elaborazione creativa. Abbiamo chiesto alla professoressa Ornella Di Fede, referente del progetto, e agli allievi, di raccontarci come nasce l’idea, come si sviluppa e quale confronto, umano e didattico, ha favorito in classe.

Leggere Pirandello nel 2024, cosa significa?
Nel 2024 leggere Pirandello significa riuscire a vedere il labirinto del nostro Io con occhi più consapevoli acquisendo così anche la capacità di analizzare le dinamiche dell’identità di ogni individuo e del suo rapportarsi con gli altri. La lettura delle opere pirandelliane permette ancora oggi di avere uno specchio della condizione esistenziale in cui chiunque può ritrovarsi con le proprie contraddizioni, insite nell’animo umano in ogni epoca.
Cosa ha colpito di più i ragazzi e le ragazze quando hanno approfondito lo studio delle tematiche?
Lo studio delle tematiche pirandelliane ha letteralmente rapito gli allievi, affascinati dal ritratto accurato che Pirandello ci restituisce della complessità dell’identità umana e di come questa si relaziona con la realtà circostante. Attraverso la lettura dei brani antologici essi hanno riflettuto sulla tragicità delle maschere sociali, indossate sia da adulti che da adolescenti per insicurezza o per compiacere gli altri trascurando la parte vera dell’animo che rimane dentro una trappola dalla quale è difficile liberarsi.
In che modo avete collaborato allo sviluppo del lavoro con cui state partecipando?
La realizzazione del cortometraggio L’uomo che non fumava la pipa ha unito la sinergia di noi compagni di classe, che abbiamo lavorato con tanto entusiasmo, guidati dalla nostra docente Ornella Di Fede. È stata una scommessa con le nostre capacità che hanno cercato di dare il massimo cimentandosi nella scrittura, nella recitazione e nel montaggio.
Secondo voi, qual è l’arricchimento principale che riesce a donare la letteratura di Pirandello?
L’arricchimento principale è comprendere sino in fondo quanto sia variegata l’umanità e proprio per tale motivo va conosciuta senza pregiudizi e critiche ma cercando di andare dentro le pieghe più nascoste dei comportamenti per capire il perché di determinate azioni.
Vi aspettate di guardare Agrigento con occhi diversi dopo questa esperienza?
Ci auguriamo che quest’esperienza altamente formativa ci doni una nuova lente attraverso la quale guardare e rivalutare la nostra Agrigento, terra natia di figure illustri. La città a cui apparteniamo ha tanto da raccontare e da insegnare non solo ai suoi concittadini ma al mondo intero e le opere pirandelliane sono un palese esempio se ancora oggi riescono a smuovere le coscienze di tutti.


I.C. Frattini di Leggiuno: Pirandello per indagare la metateatralità