La novella scelta da studenti e professori del Liceo Teoretico Dante Alighieri di Bucarest per partecipare al nostro concorso internazionale Uno, Nessuno e Centomila, è La berretta di Padova.
Comincia così: «Berrette di Padova: belle berrette a lingua, di panno, a uso di quelle che si portano ancora in Sardegna, e che si portavano allora (cioè a dire nei primi cinquant’anni del secolo scorso) anche in Sicilia, non dalla gente di campagna che usava di quelle a calza di filo e con la nappina in punta, ma dai cittadini, anche mezzi signori; se è vera la storia che mi fu raccontata da un vecchio parente, il quale aveva conosciuto il berrettajo che le vendeva, zimbello di tutta Girgenti allora…»
La storia, pubblicata la prima volta nel 1902, intreccia umorismo, sorprese e finissime intuizioni della natura umana. La riscrittura in chiave moderna, ispirata anche alle sue origini siciliane, è stata affidata all’alunna Serena Puglisi, che ne ha reso una rappresentazione teatrale.
L’elaborato ha preso spunto proprio da concetti chiave dell’opera pirandelliana ma soprattutto della società siciliana come l’onore e il rispetto, la reputazione delle persone, qui rappresentati in una maniera autentica e realistica.

Alla messa in scena hanno contribuito studenti delle medie e delle superiori, con età comprese tra i 13 e i 18 anni. In questo modo la vita quotidiana di Girgenti (l’attuale Agrigento) è stata rappresentata a ben 1963 km di distanza, a Bucarest, presso il Liceo Dante Alighieri, nelle aule e nel cortile della scuola da Serena Puglisi, oltre che autrice interprete della voce della vicina, da Mirko Pisano che veste i panni del protagonista Cirlinciò, Don Marcuccio La Vela, Alesia Aiordăchioae qui come Donna Giacomina, Davide-Gabriel Vraciu nel ruolo di Don Lizio Gallo, Alessio CristianTofanel nel ruolo del tipico sagrestano, e come comparse: Mircea Cosmina Ioana, Șulea Bianca Ioana, Lorena Ioana Zaharia, Sinpetru Alexandru e NițăAndreea.
Tutti hanno dato voce a personaggi pirandelliani tipici, con l’aiuto dei loro professori, la professoressa Daniela Ducu, la professoressa Maria Carmen Neagoe e il professor George-Doru Ivan. A girare il video Federic-Erin Gologan-Datui, membro anche di un gruppo musicale. Non dimentichiamo neanche Alexandru Stoica, uno studente della terza media, violinista e appassionato di musica classica, che ha indicato le migliori canzoni da usare come colonna sonora.

“Per i nostri studenti, alcuni madrelingua, altri trovandosi all’inizio dello studio della lingua italiana, leggere Pirandello nel 2024 significa per i primi mettersi in contatto con le proprie radici, per i secondi allargare il proprio orizzonte culturale – ci fanno sapere i referenti del progetto -. Piccoli assaggi di uno stile autentico, un quadro perfetto di quello che era la società ai tempi di Pirandello. La nostra collaborazione ha funzionato in una perfetta simbiosi dando vita a un prodotto culturale autentico, emozionante soprattutto per l’alto livello di coinvolgimento dei ragazzi, per la loro passione e spontaneità”
Con loro rispondono alle nostre domande alcuni degli studenti coinvolti nella rappresentazione, e, per primo, Davide Gabriel Vraciu, che interpreta Lizio Gallo, un personaggio che finge la propria morte in modo d’avere perdonato i suoi debiti. –

Leggere Pirandello nel 2024, cosa significa?
Leggere Pirandello nel 2024 significa aver a cuore la letteratura italiana e approfondirla meglio. I momenti comici che lo scrittore crea sono unici del genere e ti aiutano a guardare la vita più serenamente. Ho scoperto la psicologia pirandelliana e mi ha fatto curiosare in questo campo.
Cosa ti ha colpito di più quando hai approfondito lo studio delle tematiche?
Una cosa che mi ha colpito di più è stata la comicità che Pirandello usa nelle sue opere. I suoi personaggi sono innocenti e autentici e per questo interpretare uno dei ruoli è stata una straordinaria esperienza che vorrei rivivere.
In che modo avete collaborato allo sviluppo del lavoro con cui state partecipando?
L’autrice del testo teatrale, la studentessa Serena Puglisi della 3 media, ha trasformato la novella in una breve opera teatrale, con dialoghi e didascalie. Abbiamo poi collaborato come attori nella scelta della scenografia, cioè lo spazio da filmare, gli oggetti, i costumi da scegliere e combinare per poi indossare usando anche gli accessori, le acconciature e il trucco. Tutto è stato ideato per poter adattare gli oggetti odierni al periodo storico del Primo Novecento.
Secondo voi, qual è l’arricchimento principale che riesce a donare la letteratura di Pirandello?
La letteratura pirandelliana ci dona testi autentici con comicità di buon gusto e qualità. La psicologia che Pirandello usa sottilmente ci fa percepire l’indole umano in profondità.

Cosa ti aspetti da questo viaggio ad Agrigento nella terra che ha dato i natali a Pirandello?
Questo viaggio sarà interessante per scoprire i luoghi natali di Pirandello e ci aiuterà a capire di più le sue opere ed il suo pensiero. Entrare nella sua casa ci farà sentire veri personaggi della sua opera illustre.
Risponde adesso Serena Puglisi, che ha trasformato la novella di Pirandello in un’opera teatrale:
Leggere Pirandello nel 2024 è ben diverso che leggere qualsiasi altro scrittore di quei tempi, adesso. Personalmente, la prima volta che ho letto Pirandello è stata proprio nel 2024 e mi sono completamente immersa nella sua ironia, comicità, presente in tutte le sue opere e mi ha tanto fatto pensare a quanto la vita potesse essere così semplice allora, ma anche quanto la fede contasse, elementi fondamentali per delle commedie con un significato profondo che strappano un sorriso a tutto il pubblico!
Che cosa ti ha colpito di più?
Ciò che mi ha colpito di più, studiando un po’ le tematiche delle opere Pirandelliane è stata appunto la fede, che il celebre scrittore era solito a rendere protagonista nei vari testi e a cui faceva spesso riferimento o comunque attribuiva una certa importanza.
Qual è stato il tuo ruolo?
Io non sono uno dei bravi attori che partecipano, ma sono un po’ il burattinaio che manovra le cose, dietro le quinte. Il modo in cui ho collaborato io è stato principalmente occuparmi del copione, scriverlo quindi, e pensare a come e dove tutto si sarebbe dovuto svolgere; come ho già detto io stavo dietro le quinte, o meglio, dietro la videocamera, ad osservare come, piano piano, le mie parole prendevano una forma, grazie ai nostri attori e professori, senza i quali nulla di tutto questo sarebbe stato possibile.
Secondo me, l’arricchimento principale che la letteratura di Pirandello riesce a donare è proprio la comicità, la spensieratezza, la leggerezza che attraverso le sue opere chiunque sentirebbe. Personalmente, quando leggo Pirandello, io mi rilasso e vedo attraverso delle lenti rosa l’azione, la scena, nonostante forse si tratti di un fatto sconvolgente, o di una tragedia che, però, Pirandello riesce ad alleggerire, e che poi non sembra più così grave, alla fine.
Cosa ti aspetti da questo viaggio ad Agrigento nella terra che ha dato i natali a Pirandello?
Io mi aspetto di mettere piede lì dove il grande Pirandello ha messo il suo, anni e anni fa, e di ritrovare un pezzo di lui, che sia tra le mura di un teatro celebre, oppure su delle semplici rocce che evocano il suo nome. Mi aspetto di essere accolta dai miei compaesani così come so che succederà, e di tornare in città con la consapevolezza di aver partecipato, indipendentemente dal risultato, e di essermi messa in gioco, seppur all’inizio sembrava tanto impossibile da realizzare ciò che avevo in mente e, ovviamente, grata di aver avuto questa incredibile occasione.


Istituto Comprensivo Agrigento Centro: Pirandello insegna sempre qualcosa di fondamentale