Il lavoro della scuola Galluppi- Collodi – Bevacqua, di Reggio Calabria, come sempre auspica lo spirito del concorso Uno, nessuno e centomila, è frutto di una collaborazione e di un confronto con i ragazzi e i docenti, come in questo caso.
“È stata proprio la mia collega Aurora Malara, docente di lettere, anche lei referente per il Concorso, a invitarmi alla lettura del romanzo Pirandelliano Il turno. Insieme lo abbiamo sottoposto all’attenzione dei nostri alunni e siamo davvero contente poiché ha dato loro numerosi spunti di riflessione” ci spiega la professoressa Alessandra Calabrò.
Il corto è stato girato in luoghi rappresentativi: al Palazzo Alvaro, sede della città metropolitana di Reggio Calabria, e al Palazzo San Giorgio sede del Comune della città, e ha coinvolto diciannove allievi e allieve delle classi Terze A-B-C Maria Arcudi, Nicole Artuso, Davide Berlingeri, Sara Cabulliese, Angelo Calabrò, Demetrio Calarco, Veronica Caridi, Lorenzo Centofanti, Riccardo Corini, Edurd Andrei Caciun, Aurora Divino, Bouchra Essaheby, Edith Iacobello, Simarpreet Kaur, Francesco Malara, Pio Francesco Puccio, Meerab Rana, Jodie Sapone, Walid Trifi.
Abbiamo chiesto alla professoressa Calabrò di raccontarci i dettagli di questa avvincente elaborazione de Il turno di Pirandello

Leggere Pirandello nel 2024, cosa significa?
La domanda presuppone che ci sia una temporalità inerente le tematiche affrontate dall’autore Pirandello; in realtà, dal mio punto di vista ed è anche quello della mia collega Aurora Malara, l’attualità delle sue opere è sempre costante; le sue indagini sulla natura dell’uomo, sul fluire del destino, sul peso che gli altri hanno nel vivere quotidiano, spesso stravolto da eventi improvvisi, non hanno tempo: per questo le pagine pirandelliane sono uno stimolo a riflettere su noi e gli altri. Ciò vale in qualsiasi tempo e, particolarmente, per il tempo che viviamo, dove spesso si è “distratti” da stili di vita artificiosi.
Cosa ha colpito di più i ragazzi e le ragazze quando hanno approfondito lo studio delle tematiche?
Le analisi dei personaggi, che spesso indagano fino nelle più intime pieghe dell’animo, e anche quelle rivolte alla società, a cui non mancano velate e/o umoristiche critiche.

In che modo avete collaborato allo sviluppo del lavoro con cui state partecipando?
La lettura del romanzo “Il turno” è stata stimolata, in particolare dalle discussioni incoraggiate in classe su fatti di recente attualità che hanno visto coinvolto il destino di giovani donne; dopo la lettura,confrontando le opinioni dei nostri giovani, anche di culture extraeuropee, è emerso il tema del patriarcato, che i nostri alunni hanno cercato di raccontare in chiave moderna dentro il romanzo “Il turno”.
Secondo voi, qual è l’arricchimento principale che riesce a donare la letteratura di Pirandello?
Riflettere e anche saper sorridere delle vicende umane.
Cosa vi aspettate da questo viaggio ad Agrigento nella terra che ha dato i natali a Pirandello?
Pirandello ha scritto: “Io sono figlio del Caos…” questa affermazione autobiografica merita una visita a quei luoghi che di certo lo hanno formato, luoghi dove civiltà, filosofie, costumi diversi e contrapposti si sono avvicendati.


Agrigento: “In Pirandello vi è l’uomo di tutti i tempi”